| Roma - I dati sulle emigrazioni interne tra il Sud ed il Nord del Paese diffusi oggi da Bankitalia, dimostrano, se mai ce ne fosse bisogno, come uno degli anelli deboli del Mezzogiorno sia la mancanza di lavoro. Oggi i giovani meridionali sono schiacciati da drastiche alternative: emigrare per trovare un'occupazione fuori dal Mezzogiorno, affrontare una condizione in bilico tra l'insicurezza lavorativa e la disoccupazione o, peggio ancora, essere avvicinati dalla criminalità organizzata.
Più che di statistiche per il Sud, ormai c'è il bisogno urgente di passare dalle parole ai fatti, come sottolineato anche dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel suo messaggio di fine anno, che ha posto le politiche per i giovani ed il Mezzogiorno come le priorità del Paese.
Sono, invece ormai, passati 6 mesi dagli annunci dettati dal Governo sotto il solleone, di un piano per il Sud, di cui ancora non c'è traccia. Lo si legge sul sito della UIL. Il tutto sotto il silenzio di tutte le forze politiche, in tutt'altre faccende. Chiediamo alla politica tutta nazionale e regionale un atto di coraggio: concentrare solo il 6% delle risorse, tra Fondi Comunitari e del FAS (oltre 70 Miliardi di euro fino al 2015), alla buona e duratura occupazione. In questo modo in 5 anni, attraverso un credito di imposta, (verificabile e trasparente incentivo alle imprese) si potrebbero creare le condizioni per oltre 800 Mila nuovi posti di lavoro a tempo indeterminato.
Una terapia d'urto, insieme a rapide ed efficaci politiche di sostegno alle infrastrutture, già lanciata dalla UIL nelle scorse settimane, in grado di ridare fiducia e speranza alle nuove generazioni per un Paese coeso ed unito.
autore: Teleborsa |