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lunedì 22 dicembre 2008

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WASHINGTON (21 dicembre) - prospettive sempre più nere per l'economia americana. In una riunione a porte chiuse nei giorni scorsi a Chicago, al presidente eletto Barack Obama è stato illustrato un quadro da vero e proprio allarme rosso, che parla del rischio per gli Usa di avere altri 4 milioni di nuovi disoccupati nel 2009. Per questo, il presidente eletto ha deciso di "allargare" il proprio New Deal: più spesa pubblica e offensiva a tutto campo del governo federale per creare o salvare tre milioni di posti entro il 2011.

Obama è alle Hawaii per trascorrere una vacanza fino a Capodanno con la famiglia e ricaricare le batterie, dopo un intenso anno elettorale. Ma il successore di George W. Bush ha portato con sè in spiaggia le preoccupazioni per lo stato di salute del del Paese. «L'economia rischia di affondare», ha detto senza giri di parole il suo vice Joe Biden in un'intervista domenicale.

I consiglierei economici di Obama descrivono uno scenario secondo il quale l'attuale recessione creerà una crisi economica «più seria di qualsiasi altra abbiamo vissuto nell'ultimo mezzo secolo». Senza interventi drastici, gli Usa rischiano di veder evaporare altri 4 milioni di posti di lavoro nel 2009, il doppio di quelli andati persi quest'anno, e il tasso di disoccupazione schizzerebbe oltre il 9% (è attualmente al 6,7%). L'ultima volta che la disoccupazione è stata così alta, fu all'inizio della presidenza di Ronald Reagan negli anni Ottanta.

La reazione che Obama e i suoi collaboratori stanno mettendo a punto, però, è praticamente l'opposto della 'Reaganomics' e delle sue ricette di tagli alla spesa pubblica, libero mercato e incentivi fiscali. Il prossimo presidente intende invece dar vita a un gigantesco programma di interventi pubblici alimentato da uno "stimolo" le cui dimensioni continuano a crescere nelle previsioni: le ultime indiscrezioni parlano di un piano economico compreso tra 675 e 775 miliardi di dollari che Obama intende contrattare con il Congresso (ma potrebbe gonfiarsi fino a mille miliardi).

Massicci programmi di costruzione di opere pubbliche, ristrutturazioni di scuole ed edifici federali e sviluppo dell'informatizzazione, saranno al centro del piano. Solo poche settimane fa, Obama aveva promesso di creare entro il 2011 tra i due e i 2,5 milioni di nuovi posti di lavoro. Ma dopo aver discusso con i collaboratori il presidente eletto ha deciso che non era abbastanza. Il traguardo diventa ora quello di creare o preservare tre milioni di posti in due anni, cercando nel frattempo di limitare il numero di quelli che andranno perduti.

Il nuovo Congresso verrà inaugurato il 6 gennaio e l'obiettivo è mettere a punto una legge di stimolo da far approdare sulla scrivania di Obama in tempo per il suo insediamento, il 20, nello Studio Ovale. Oltre a nuove spese, nel piano ci sarà un massiccio taglio fiscale da 150 miliardi di dollari per le famiglie a basso e medio reddito. I destinatari degli sforzi per la ripresa saranno la classe media e le famiglie dei lavoratori, come Obama ha confermato annunciando una nuova iniziativa: la creazione di una task force per la classe media alla Casa Bianca, che sarà guidata da Biden.


autore: Il Messaggero.it
 

 
 


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