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| venerdì 19 dicembre 2008
news |
| STRASBURGO - Il Parlamento europeo ha respinto in seconda lettura la proposta di portare la settimana di lavoro nell'Unione europea fino a 65 ore. Tutti gli emendamenti della commissione lavoro sono stati approvati con una maggioranza superiore ai 393 voti richiesti, essendo il provvedimento in seconda lettura. Una decisione che di fatto boccia il tentativo del Consiglio Ue di introdurre la possibilità di derogare al limite delle 48 ore settimanali.
La plenaria dell'assemblea ha approvato a larga maggioranza la relazione dello spagnolo Alejandro Cercas (Pse). Tutte le clausole di 'opt out' dal principio delle 48 ore, attualmente applicate dalla Gran Bretanga e, in modo meno generalizzato, da un'altra dozzina di Stati membri, dovranno essere abolite entro tre anni dall'entrata in vigore della direttiva.
Inoltre, il Parlamento europeo chiede che siano considerati a tutti gli effetti come tempo di lavoro i periodi di guardia delle professioni mediche e dei servizi d'emergenza (pompieri), mentre il Consiglio Ue (cioè i governi degli Stati membri) voleva distinguere fra periodo di guardia 'attivo' e 'inattivo'. L'assemblea, infine, ha respinto le disposizioni che avrebbero eliminato l'obbligo del riposo compensativo immediatamente dopo il periodo di guardia.
Il relatore Cercas è stato abbracciato da molti colleghi subito dopo le votazioni sugli emendamenti. "Questa è un trionfo per tutti i gruppi del Parlamento europeo ed è l'occasione per il Consiglio di cogliere questa opportunità per rendere la nostra agenda più vicina a quella dei cittadini europei", ha affermato Cercas subito dopo il voto.
autore: La Repubblica.it |
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